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Le olive nere in Puglia non sono solo uno stratagemma per conservare a lungo le olive, sono soprattutto un modo di concepire la cultura e portare in tavola il meglio della terra. Le olive nere pugliesi si caratterizzano per il loro sapore eccezionale, con un lieve retrogusto amarognolo, e la loro dimensione che le rende tra la più grande oliva da tavola del mondo.

La leggenda narra che l’origine di questa oliva autoctona della Puglia, si debba ai romani. Le truppe dell’esercito romano, usavano portare negli spostamenti le olive dette orchites. Una volta in Puglia diedero un banchetto e, gettando a terra i noccioli, diedero vita a questa coltivazione che poi sarà chiamata Bella di puglia o Bella di Cerignola.

Dal 2000 la Bella di Cerignola è stata inserita nel registro europeo dei prodotti DOP come Bella della Daunia. È un’oliva da tavola ottenuta dalla trasformazione, con lavorazione in verde o in nero raccolte in un ristretto areale della Daunia. Per ricevere questo marchio le olive non devono essere raccolte prima del primo ottobre e devono essere lavorate con specifici trattamenti. I territori interessati dalla denominazione DOP sono quelli dei comuni di Cerignola, Stornara, Stornarella, Orta Nova, S. Ferdinando di Puglia e Trinitapoli.

Forse il piatto a base di olive nere più famoso e apprezzato è l’antipasto a base di olive nere fritte, una tipica ricetta autunnale detta olive dolci fritte. Gli ingredienti fondamentali sono le olive di ottima qualità e un olio extravergine di oliva che sia di primissima qualità, come il nostro di Oilalà, aglio, sale e peperoncino. Le olive nere ben mature rilasciano in cottura un sapore impareggiabile e un profumo irresistibile: una specialità senza pari. Uno dei piatti poveri che ha echi anche ai giorni nostri e non mancano le rivisitazioni di grandi chef.