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Perchè acquistare olio al supermercato può essere una minaccia

Perchè acquistare olio al supermercato può essere una minaccia

Quando si acquista un olio al supermercato lo si fa principalmente per una ragione: risparmiare.

I prezzi sono inferiori alla media, la scelta sembra essere tanta e si ha la comodità di poter mettere direttamente il prodotto in carrello, ma quanto costa effettivamente questa decisione in termini di gusto e salute?


 

1) Perchè non acquistare l’olio al supermercato

Un’importante ricerca condotta in Italia dal Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia, ha evidenziato che quando gli oli extravergine d’oliva sono venduti all’interno dei supermercati, subiscono inevitabilmente importanti alterazioni.

Lo studio del 2021 riportato in Food Chemistry, Volume 351, ha infatti dimostrato come, gli oli ad alto contenuto di polifenoli e di altissima qualità non siano sufficientemente protetti dagli effetti negativi derivanti dall’esposizione continua alla luce.

Per lo studio, i ricercatori hanno osservato diversi tipi di oli, per diverse settimane. Gli oli inseriti nello studio erano imbottigliati in bottiglie verdi, resistenti ai raggi ultravioletti, che se conservati nel modo corretto, avrebbero permesso la corretta preservazione della qualità dell’olio.
Gli esperti hanno man mano misurato i cambi chimici di ogni olio, focalizzandosi sulle modifiche della quantità e qualità dei polifenoli, fenoli, componenti volatili e proprietà organolettiche.

A conclusione dello studio, i ricercatori hanno trovato significative degradazioni negli oli d’oliva. Gli evo che hanno subito danni maggiori, sono stati quelli prodotti in grandissima quantità venduti ad un basso costo, maggiormente in bottiglie verdi.

Questa ricerca mostra come la vendita a scaffale giochi un importante ruolo nel deterioramento della qualità dell’olio extravergine d’oliva. Il fatto che questo accada proprio tra gli scaffali del supermercato non sorprende affatto, poichè è intuibile come nella GDO non ci sia particolare attenzione a come conservare i prodotti, dato il numero grandissimo di marchi e categorie.

È importante ricordare inoltre che poche settimane di luce diretta (quella sugli scaffali del supermercato, in alto, sotto le lampade o quella di un banco del mercato, sotto il sole) minacciano irreversibilmente la qualità degli oli: ecco allora che oli eccellenti all’uscita dal frantoio giungono al consumatore in condizioni scadenti se esposti alla luce durante il trasporto o sullo scaffale su cui il prodotto può restare a lungo, soprattutto dove lo smercio è limitato…

…ma questo non è l’unico svantaggio di acquistare olio d’oliva al supermercato.
Attenzione all’etichetta!

Un altro rischio in cui si può incorrere quando si acquista olio dalla grande distribuzione è quello di acquistare un olio ormai vecchio.

Il colore verde dell’olio o la bella bottiglia può trarre in inganno, ma attenzione alla data di scadenza. Secondo le normative vigenti, la data di scadenza deve essere almeno di 18 mesi dal confezionamento. Se la data di scadenza dell’olio riportato in etichetta è ad esempio 30/01/2021, l’olio è stato confezionato almeno 18 mesi prima, cioè il 30/07/2020. Poiché l’olio si produce tra ottobre e novembre, l’olio confezionato il 30/07/2020 sicuramente è stato prodotto l’anno precedente.

Quindi? Quindi si finisce per acquistare un olio prodotto nel 2019 scambiandolo per un olio novello dell’ultima raccolta.

Per l’olio d’oliva si parla infatti di shelf life, cioè il periodo entro il quale un prodotto alimentare può essere conservato senza che perda le sue proprietà. Ciò che si acquista ,se si supera questo intervallo di tempo tra gli scaffali dei supermercati, è quindi un olio della dubbia data di produzione, con uno stato di ossidazione molto avanzato e con una probabilità di irrancidimento molto alta.

Scegli il futuro del confezionamento dell’olio extravergine e salva il gusto autentico del tuo olio!

Grazie a questa tecnologia, spillando l’olio dal rubinetto, non entra ossigeno, nè luce all’interno del contenitore e potrai conservare l’olio con tutte le su proprietà organolettiche per tutto il tempo che desideri.

Ecco la nostra proposta per: Bag in Box

2)Perchè l’olio extravergine d’oliva diventa rancido?

Le principali cause di irrancidimento dell’olio d’oliva sono l’esposizione del prodotto a luce e ossigeno. Quest’ultimo, reagendo con le molecole di acidi grassi insaturi che compongono l’olio, provoca l’ossidazione e la perdita di alcune importanti proprietà organolettiche.

Il processo è peggiorato dalla luce, non solo quella solare, ma anche quella artificiale, come quella del neon che illumina le corsie dei supermercati. La radiazione luminosa infatti incrementa il numero di perossidi e dei composti responsabili della sensazione di rancido e diminuisce in modo significativo i
polifenoli, che sono i conservanti naturalmente presenti nell’olio. Questo accade perché si sviluppa il fenomeno della foto-ossidazione e cioè l’eccitazione dell’ossigeno naturalmente presente nell’olio che attacca i legami chimici del grasso causandone la rottura e il conseguente irrancidimento.

Non tutti i consumatori però, sembrano essere preoccupati da queste alterazioni strutturali dell’olio. Questa mancanza di cura è forse dovuta a due fattori: il primo è l’assenza di un alterazione visibile (l’olio non cambia di stato al variare della temperatura e i difetti non sono percepibili a occhio se non in casi davvero estremi); il secondo è l’assuefazione del consumatore medio ai difetti, che è conseguenza dell’incapacità di valutare l’aroma, il gusto e il sapore degli alimenti in genere.

3) L’olio rancido fa male?

Prima di passare agli effetti negativi che l’assunzione di un olio rancido può provocare al nostro organismo, impariamo a riconoscerlo. Un olio di oliva rancido si riconosce dall’odore forte, spiacevole rispetto al normale odore di olio e dal cattivo gusto, più simile a quello di un grasso andato a male.

Un semplice esperimento può aiutare a percepire con i propri sensi le trasformazioni che avvengono all’olio se mal conservato. Provate a versare dell’olio extravergine d’oliva in un cucchiaino e lasciatelo all’aria aperta per una sola settimana: le reazioni ossidative si faranno vedere… e sentire.

Ma l’olio di oliva rancido fa male?
La risposta è sì, assumere olio di oliva rancido fa male perché si riflette sulle funzioni epatiche; in questo modo l’effetto negativo influisce sulla conversione dell’ormone tiroideo T4 in T3, determinando una sintomatologia analoga all’ipotiroidismo, come aumento di peso per accumulo di tossine. Inoltre, a
causa della presenza di agenti mutageni, mette a rischio la salute dell’apparato digestivo e del colon, porta ad un accumulo di tossine nell’organismo e rallenta la circolazione.

4) Come avere un olio sempre fresco e al pieno delle sue proprietà organolettiche?

Il miglior modo per garantirsi la più alta qualità degli evo è acquistarli direttamente dalle aziende migliori, che producono con attenzione e cura un olio ricco di vitamina E e polifenoli; trasparenti sulle loro risorse e gestione del magazzino.

Solo così si potranno preservare tutte le proprietà benefiche dell’olio derivanti dai polifenoli: antiossidanti naturali che rappresentano un vero e proprio toccasana per il nostro organismo. Potenti antinfiammatori, che contribuiscono a prevenire una lunga lista di malattie, sono utili anche all’olio stesso. Custodiscono, infatti, inalterato il gusto dell’olio extravergine preservandolo dall’ossidazione (processo chimico dannoso all’olio evo) e garantendogli quindi una vita più lunga senza dover aggiungere nessun conservante artificiale.

Piccoli produttori che proteggono con il packaging e con un corretto stoccaggio il prezioso frutto della loro raccolta, ottenuto con tanto duro lavoro e passione.

E dopo l’acquisto?
In generale, è importantissimo conservare l’olio in un luogo asciutto, lontano da luce e con una temperatura quanto più stabile possibile.
Inoltre per preservare le caratteristiche organolettiche dell’olio, evitarne l’irrancidimento e limitare lo spreco, sarebbe utile acquistare olio in contenitori dimensionati sul reale fabbisogno dell’acquirente o in contenitori studiati appositamente per permettere un consumo dilazionato nel tempo, senza nessuna perdita di gusto o benessere, come ad esempio, il BAG IN BOX.

Grazie a questa tecnologia, l’olio è contenuto in una sacca, protetta da una
scatola dotata di erogatore. Spillando l’olio dal rubinetto, non entra ossigeno, nè luce all’interno del
contenitore e potrai conservare l’olio con tutte le su proprietà organolettiche per moltissimo tempo.

Scegli il futuro del confezionamento dell’olio extravergine e salva il gusto autentico del tuo olio!

Grazie a questa tecnologia, spillando l’olio dal rubinetto, non entra ossigeno, nè luce all’interno del contenitore e potrai conservare l’olio con tutte le su proprietà organolettiche per tutto il tempo che desideri.

Ecco la nostra proposta per: Bag in Box

Conclusione
Conservare l’olio extravergine di oliva al riparo da fonti dirette di luce e calore ed evitare grazie al packaging il contatto con l’ossigeno è la chiave vincente per poter gustare un olio dal gusto unico, ricco di antiossidanti, alleati del proprio benessere, dalla prima all’ultima goccia!

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