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Olive da Tavola: la Bella di Cerignola

Olive da Tavola: la Bella di Cerignola

L’ITALIA è una terra ricca e generosa e tra i suoi frutti troviamo diverse varietà di olive che noi di Oilalà amiamo trattare con cura e maestria. Tra le diverse cultivar ce ne sono alcune da tavola, di cui abbiamo già parlato e che potete trovare sul nostro sito, alla sezione Linea Gourmet.

L’oliva di cui tratteremo oggi è la Bella di Cerignola, la più grande oliva da tavola del mondo.

L’origine di questa cultivar è incerta: qualcuno ritiene derivi dalle “Orchite” dei Romani, qualcun altro pensa sia stata introdotta nel XV secolo dagli Spagnoli, poiché in passato era nota col nome di “Oliva di Spagna”. Molto più probabilmente, invece, siccome di Belle di Cerignola in Spagna non c’è traccia, il nome era legato al metodo di conservazione, detto “spagnolo” o “sivigliano” appunto, e la cultivar ha avuto origine proprio nel territorio di Cerignola, nel foggiano, dal quale prende il nome.
Questa pianta cresce nel territorio del Tavoliere delle Puglie, o Daunia, motivo per cui è nota anche come di Bella di Daunia: con questo nome ha ottenuto, nel 2000, la certificazione DOP grazie alle sue caratteristiche uniche, che ne fanno una delle più amate olive da tavola.

La Bella di Daunia DOP è un’oliva di grandi dimensioni, dalla forma lievemente allungata; la polpa è compatta e croccante, il gusto gradevolmente fruttato. Raccolte a fine ottobre rigorosamente a mano per non rovinare nessun frutto, queste olive vengono conciate con soda per ridurre l’amarezza e successivamente lavate con acqua corrente, per poi essere messe in salamoia. In passato si usava conservare le olive in barili, chiamati “Vascidd”, o in piccoli recipienti di legno, i “Cugnett”: proprio all’interno di questi contenitori le Belle di Cerignola sono state trasportate in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove sono tutt’ora molto apprezzate per il loro gusto unico e la loro grandezza caratteristica.
La Bella di Cerignola è comunemente consumata al naturale come aperitivo, magari accompagnata da salumi, taralli e prodotti sott’olio, ma non è difficile trovarla come ingrediente di pane e focacce o in primi piatti e preparazioni a base di carne bianca o pesce azzurro.

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